Sessione 4 - Chuk il mezzorco
Giorno decimo del mese Hammer dell’anno 2000 (10 Gennaio 2000)
Riassunto del 06-12-2011
Nel primo pomeriggio, dopo avere mangiato ed ascoltato la fantastica storia di questo umano di nome Veit, il gruppetto ancora nelle vicinanze del Municipio, sente dei forti rumori provenire da poco lontano. Cercando con lo sguardo la fonte di tale fracasso, vedono un mezzorco, leggermente più basso della media della sua razza e decisamente più brutto, che sta rompendo tutto quello che è in mostra su una bancarella, al suo fianco un umano vestito con una lunga tunica cerca di fermarlo dicendogli che ha già distrutto tutto e che ora dovrà ripagare tutto quello che il suo compare scalmanato ha rotto. Il mezzorco ribatte dicendo che gli oggetti magici vanno distrutti e che lui distrugge.
Nel primo pomeriggio, dopo avere mangiato ed ascoltato la fantastica storia di questo umano di nome Veit, il gruppetto ancora nelle vicinanze del Municipio, sente dei forti rumori provenire da poco lontano. Cercando con lo sguardo la fonte di tale fracasso, vedono un mezzorco, leggermente più basso della media della sua razza e decisamente più brutto, che sta rompendo tutto quello che è in mostra su una bancarella, al suo fianco un umano vestito con una lunga tunica cerca di fermarlo dicendogli che ha già distrutto tutto e che ora dovrà ripagare tutto quello che il suo compare scalmanato ha rotto. Il mezzorco ribatte dicendo che gli oggetti magici vanno distrutti e che lui distrugge.
Tay, al sentire parlare di oggetti magici, e pensando al loro valore, si avvicina con fare indifferente alla bancarella, ma con un rapido colpo d’occhio si accorge che se c’era qualcosa di valore sulla bancarella, ora non è altro che cianfrusaglie rotte. Viene proposto a Veit di sedare la baruffa intromettendosi, ma con un secco rifiuto motivato dal non necessario utilizzo delle sue forze, accantona la proposta, passando per codardo agli occhi del gruppetto riunito, che intendeva metterlo alla prova.. Nel mentre il compagno umano del mezzorco estrae una sacca tintinnante di monete e ripaga il commerciante di tutto quello che ha rotto il mezzorco.
Umano e mezzorco si allontanano e Tay, motivata dal sacco di monete, li segue per cercare di fregare qualcosa all’umano facoltoso, viene seguita a breve distanza dallo gnomo con la sua tigre, che però non sente bene quanto la donna umana, e si perde la sgridata del mezzorco da parte del compagno, che lo chiama per nome: si chiama Chuk! Chuk sembra avvilito nel mentre che il suo amico gli spiega che quando vede un oggetto magico deve dargli il tempo di comprarlo e solo dopo distruggerlo, non erano tutti magici gli oggetti della bancarella.. ma il dispiacere dura fin quando non nota un giovane incantatore esibisrsi in semplici trucchetti per meravigliare i suoi amici: Chuk lo carica e gli torce il collo in una furia incontrollabile.
Phenodial si avvicina alla bancarella distrutta e dopo una breve occhiata alla merce ormai distrutta, propone al commerciante di farla lavorare per lui perché è in grado di riparare qualche oggetto, con la clausola che, visto che il mercante è stato già ripagato, tutto quello che si può riparare e rivendere, venga diviso equamente tra lei e questo signore, che si presenta come Zac. Zac dice a Phenodial di andare dal Banco Alchemico e parlare con Zedicus della sua proposta, allorché Phenodial, Tharivoll e Veit si dirigono dove indicato.
All’interno del banco vengono ricevuti da un ragazzino di circa 10 anni che spiega loro che il Zedicus è impegnato in altra faccende e che non li può ricevere, Phenodial prova a convincerlo che lei è in grado di dare una mano. Il ragazzino è irremovibile sui suoi compiti, le spiega che ci sono varie stanze dove lei si può accomodare e creare quello che le pare, che le componenti le verranno fornite dal banco stesso e che l’affitto della stanza è di 10 monete d’oro al giorno. Phenodial si congeda perchè vuol parlare con Zac.. Il signor Zac non vuole anticipare le 10 monete in quanto non si fida di Phenodial, più che altro per la sua discendenza, infatti lei non si scompone e dice semplicemente che è abituata ad essere trattata così, comunque le dona la tovaglia dove sono racchiusi tutti i pezzi degli oggetti rotti. Phenodial torna al banco, si fa dare una stanza e controlla i frammenti in suo possesso. Decide di provare a riparare come primo oggetto quello che sembra essere un flauto, dopo qualche ora che studia l’oggetto anche su libri gentilmente offerti dal banco stesso in quanto presenti su librerie che si posano su tutte e quattro le pareti della stanza, si reca dal ragazzino per prendere tutti gli ingredienti a lei utili.
Nel frattempo l’umana Tay e lo gnomo Feanor, stanchi di seguire infruttuosamente il mezzorco e il suo compagno, cercano di raccogliere informazioni su di essi, ma scoprono solamente che sono da qualche giorno in città e che questo mezzorco ha un odio profondo della magia, tanto che ogni oggetto magico che incontra lo deve distruggere. Nemmeno nella cattedrale riescono a ricevere più informazioni, Tay per ovvii motivi non si avvicina, mentre un chierico del culto di Pelor appare molto infastidito dallo gnomo che pensa fingersi interessato ai volantini che il suo assistente gli porge.
Tharivoll e Veit la lasciano da sola in quanto annoiati dal vederla studiare ogni pezzetto di oggetto che ha davanti a se e vanno a farsi un giro per la città: si recano all’emporio in cerca di affari, Tharivoll cerca di vendere un libro, ma il negoziante gli dice che non è il posto giusto, che deve andare a venderlo al banco alchemico. Si recano da un armaiolo, Veit compra delle normali frecce e delle frecce incantate da poter usare sul suo nuovissimo arco composito lungo, pagato ben più del suo valore, ma Veit sembra felice solo dell’acquisto.. Anche Tharivoll fa i suoi acquisti: acquista una faretra magica, ma il commerciante sta bene attento a non usare la parola magia per paura di essere udita dall’orco Chuk!
Nel frattempo l’umana Tay e lo gnomo Feanor, stanchi di seguire infruttuosamente il mezzorco e il suo compagno, cercano di raccogliere informazioni su di essi, ma scoprono solamente che sono da qualche giorno in città e che questo mezzorco ha un odio profondo della magia, tanto che ogni oggetto magico che incontra lo deve distruggere.
Un commerciante di tovaglie, in vena di estorsioni, fà intendere di saperne qualcosa di più: chiede una moneta d’oro per una tovaglia.. Tay non coglie che è il prezzo per avere informazioni e dietro spiegazioni di Feanor, decide di investire la moneta.
Investimento vano: il commerciante fù intendere di sapere da dove provengono i due e propone un’altra tovaglia da due euro.
Lo gnomo, innervosendosi per tanta disonestà, fà intendere al commerciante che la sua tigre sta spazientendosi e che potrebbe prendere fuoco la sua bancarella, ma il commerciante fà capire che conosce bene i due e, proprio nel mentre si preparava ad incantare, desiste dal suo proposito e lascia perdere per non causare scontri non opportuni, sicuro della condanna della sua amica Phenodial.
Continuando a girare per la città, la bella umana e lo gnomo vedono l’elfo Tharivoll entrare all’emporio e lo raggiungono, notando che il commerciante controlla dietro di loro alla porta che non ci sia nessuno di pericoloso. Riunito il gruppetto si dirigono verso il banco alchemico..Tharivoll chiede al giovane commesso se è possibile vendere il libro o fare baratto per mettere dentro un anello in suo possesso degli incantesimi, vorrebbe metterci un incantesimo di cura, uno di invisibilità e uno che lo protegga (?).
Il ragazzino allora gli dice che può mettergli quello dell’invisibilità ma non gli altri perché non ha le conoscenze magiche adatte. Forse il suo maestro potrebbe riuscirci, ma per ora è impegnato in altre faccende che lo terranno occupato chissà per quanti altri giorni..
Umano e mezzorco si allontanano e Tay, motivata dal sacco di monete, li segue per cercare di fregare qualcosa all’umano facoltoso, viene seguita a breve distanza dallo gnomo con la sua tigre, che però non sente bene quanto la donna umana, e si perde la sgridata del mezzorco da parte del compagno, che lo chiama per nome: si chiama Chuk! Chuk sembra avvilito nel mentre che il suo amico gli spiega che quando vede un oggetto magico deve dargli il tempo di comprarlo e solo dopo distruggerlo, non erano tutti magici gli oggetti della bancarella.. ma il dispiacere dura fin quando non nota un giovane incantatore esibisrsi in semplici trucchetti per meravigliare i suoi amici: Chuk lo carica e gli torce il collo in una furia incontrollabile.
Phenodial si avvicina alla bancarella distrutta e dopo una breve occhiata alla merce ormai distrutta, propone al commerciante di farla lavorare per lui perché è in grado di riparare qualche oggetto, con la clausola che, visto che il mercante è stato già ripagato, tutto quello che si può riparare e rivendere, venga diviso equamente tra lei e questo signore, che si presenta come Zac. Zac dice a Phenodial di andare dal Banco Alchemico e parlare con Zedicus della sua proposta, allorché Phenodial, Tharivoll e Veit si dirigono dove indicato.
All’interno del banco vengono ricevuti da un ragazzino di circa 10 anni che spiega loro che il Zedicus è impegnato in altra faccende e che non li può ricevere, Phenodial prova a convincerlo che lei è in grado di dare una mano. Il ragazzino è irremovibile sui suoi compiti, le spiega che ci sono varie stanze dove lei si può accomodare e creare quello che le pare, che le componenti le verranno fornite dal banco stesso e che l’affitto della stanza è di 10 monete d’oro al giorno. Phenodial si congeda perchè vuol parlare con Zac.. Il signor Zac non vuole anticipare le 10 monete in quanto non si fida di Phenodial, più che altro per la sua discendenza, infatti lei non si scompone e dice semplicemente che è abituata ad essere trattata così, comunque le dona la tovaglia dove sono racchiusi tutti i pezzi degli oggetti rotti. Phenodial torna al banco, si fa dare una stanza e controlla i frammenti in suo possesso. Decide di provare a riparare come primo oggetto quello che sembra essere un flauto, dopo qualche ora che studia l’oggetto anche su libri gentilmente offerti dal banco stesso in quanto presenti su librerie che si posano su tutte e quattro le pareti della stanza, si reca dal ragazzino per prendere tutti gli ingredienti a lei utili.
Nel frattempo l’umana Tay e lo gnomo Feanor, stanchi di seguire infruttuosamente il mezzorco e il suo compagno, cercano di raccogliere informazioni su di essi, ma scoprono solamente che sono da qualche giorno in città e che questo mezzorco ha un odio profondo della magia, tanto che ogni oggetto magico che incontra lo deve distruggere. Nemmeno nella cattedrale riescono a ricevere più informazioni, Tay per ovvii motivi non si avvicina, mentre un chierico del culto di Pelor appare molto infastidito dallo gnomo che pensa fingersi interessato ai volantini che il suo assistente gli porge.
Tharivoll e Veit la lasciano da sola in quanto annoiati dal vederla studiare ogni pezzetto di oggetto che ha davanti a se e vanno a farsi un giro per la città: si recano all’emporio in cerca di affari, Tharivoll cerca di vendere un libro, ma il negoziante gli dice che non è il posto giusto, che deve andare a venderlo al banco alchemico. Si recano da un armaiolo, Veit compra delle normali frecce e delle frecce incantate da poter usare sul suo nuovissimo arco composito lungo, pagato ben più del suo valore, ma Veit sembra felice solo dell’acquisto.. Anche Tharivoll fa i suoi acquisti: acquista una faretra magica, ma il commerciante sta bene attento a non usare la parola magia per paura di essere udita dall’orco Chuk!
Nel frattempo l’umana Tay e lo gnomo Feanor, stanchi di seguire infruttuosamente il mezzorco e il suo compagno, cercano di raccogliere informazioni su di essi, ma scoprono solamente che sono da qualche giorno in città e che questo mezzorco ha un odio profondo della magia, tanto che ogni oggetto magico che incontra lo deve distruggere.
Un commerciante di tovaglie, in vena di estorsioni, fà intendere di saperne qualcosa di più: chiede una moneta d’oro per una tovaglia.. Tay non coglie che è il prezzo per avere informazioni e dietro spiegazioni di Feanor, decide di investire la moneta.
Investimento vano: il commerciante fù intendere di sapere da dove provengono i due e propone un’altra tovaglia da due euro.
Lo gnomo, innervosendosi per tanta disonestà, fà intendere al commerciante che la sua tigre sta spazientendosi e che potrebbe prendere fuoco la sua bancarella, ma il commerciante fà capire che conosce bene i due e, proprio nel mentre si preparava ad incantare, desiste dal suo proposito e lascia perdere per non causare scontri non opportuni, sicuro della condanna della sua amica Phenodial.
Continuando a girare per la città, la bella umana e lo gnomo vedono l’elfo Tharivoll entrare all’emporio e lo raggiungono, notando che il commerciante controlla dietro di loro alla porta che non ci sia nessuno di pericoloso. Riunito il gruppetto si dirigono verso il banco alchemico..Tharivoll chiede al giovane commesso se è possibile vendere il libro o fare baratto per mettere dentro un anello in suo possesso degli incantesimi, vorrebbe metterci un incantesimo di cura, uno di invisibilità e uno che lo protegga (?).
Il ragazzino allora gli dice che può mettergli quello dell’invisibilità ma non gli altri perché non ha le conoscenze magiche adatte. Forse il suo maestro potrebbe riuscirci, ma per ora è impegnato in altre faccende che lo terranno occupato chissà per quanti altri giorni..
Feanor e Mirimon


